
Il 14 luglio è stato sottoscritto il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Lapidei (la cui ultima versione è scaduta il 30 marzo 2025) tra Anepla e Confindustria Marmomacchine da una parte (con la partecipazione di una delegazione composta dai rappresentanti delle Associazioni territoriali di Confindustria dei distretti più significativi) e le segreterie nazionali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil dall’altra.

Premessa
Il rinnovo di tutti i contratti di lavoro collettivi solitamente utilizza come parametro di riferimento per l’aggiornamento dei salari l’indicatore IPCA-NEI (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato, al netto dei beni energetici importati), sulla base anche di un accordo “quadro” stipulato da Confindustria con Cgil Cisl e UIL che stabilisce proprio nel valore dell’inflazione programmata il riferimento per le trattative di rinnovo dei contratti nazionali di lavoro.
Come noto nel 2022 e nel 2023 il costo della vita si è “impennato” in ragione delle tensioni internazionali e l’inflazione ha raggiunto il tetto del 8,1 (2022) e del 5,7 (2024).
Questo sforamento rispetto alle previsioni inflazionistiche ha causato una erosione cospicua del potere d’acquisto dei salari e anche il nostro Contratto, come quello di tutti gli altri settori, ha dovuto prevedere una sorta “recupero postumo” del potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione. Gli aumenti previsti (minimi tabellari ed Una Tantum) dal nuovo CCNL Lapidei sono quindi, in via assolutamente eccezionale, la risultante della sommatoria tra la compensazione per il biennio 2022/2023 di forte scostamento dell’inflazione reale rispetto a quella programmata e l’inflazione attesa per il futuro.

Nel rimandare alla lettura del testo degli articoli firmati del nuovo Contratto, scaricabile a questo LINK, si riassumono qui i punti principali dell’accordo:
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