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Le norme tecniche riguardanti l’industria degli aggregati, soprattutto a partire dall’ultimo decennio, sono cresciute per numero e complessità, sia per dare una risposta di tipo tecnico alle crescenti esigenze dei prodotti finiti, che per adeguamento alle più ampie normative cogenti emesse dalla Unione Europea.
Sino a prima del 2004, anno di introduzione delle marcature CE attraverso la Direttiva Europea n. 89/106/CEE entrata in vigore in Italia dal 1° giugno dello stesso anno, le normative nazionali e degli altri Paesi Europei riguardavano sostanzialmente i requisiti di conformità degli aggregati (in Italia ad esempio le UNI 8520) ed i test di valutazione degli aggregati a livello nazionale. Ogni Paese membro UE poteva legiferare ed emettere norme tecniche di prodotto secondo le esigenze economiche e tecniche interne; i prodotti dei vari Paesi non erano di fatto “confrontabili” tra di loro, e non vi era la possibilità di giungere ad una valutazione oggettiva univoca dei vari prodotti senza averli prima testati con la propria metodologia.
L’effetto della marcatura CE degli aggregati, con l’implementazione di un complesso sistema di Controllo di Produzione di Fabbrica avente effetto diretto sull’efficacia dei processi produttivi, introduceva per la prima volta l’importante concetto della destinazione d’utilizzo del prodotto (es.: UNI EN 12620 per l’utilizzo degli aggregati per la produzione di calcestruzzo) e delle sue caratteristiche tecniche intrinseche, attraverso una robusta struttura normativa di misurazione delle stesse con test di laboratorio rispondenti a normative tecniche “armonizzate”.
In questo modo si voleva garantire il principio della libera circolazione dei prodotti nel mercato unico, impedendo di fatto l’adozione di requisiti ad hoc con effetti protezionistici da parte dei singoli Paesi sino a quel momento esistenti.
I requisiti base di conformità e le caratteristiche essenziali dei prodotti da costruzione introdotti con la Direttiva per la marcatura CE dal 2004, che riguardano ormai quasi tutti i prodotti presenti sul mercato UE, sono a garanzia e tutela di sei fondamentali requisiti di base delle opere di costruzione ovvero:
Con il recente arrivo lo scorso anno del nuovo Regolamento UE della Commissione Europea, meglio conosciuto come CPR n. 305/2011, che abroga la precedente Direttiva, si è aggiunto un settimo punto importante, ovvero:
Il CPR lascia libertà agli Stati Membri di definire i requisiti applicabili alle costruzioni nel rispetto dei sette punti sopra elencati, mentre con l’armonizzazione delle norme tecniche si consente al progettista di identificare le caratteristiche essenziali dell’aggregato e dei prodotti da costruzione in generale necessarie allo scopo.
L’introduzione di questo importante impianto normativo e legislativo, l’evoluzione delle tecniche di progettazione, il maggiore impegno derivato al progettista all’interno del vincolo dei dettami del CPD prima e del CPR poi e le implicazioni legali implicite, hanno di fatto determinato un considerevole impulso al settore delle costruzioni con una evoluzione del modo di impiego e utilizzo anche degli aggregati nella produzione dei calcestruzzi.
Il mix di aggregati richiesti, le dimensioni della singola classe granulometrica, la definizione di limiti di variabilità dimensionale e chimico-fisica entro valori predeterminati insieme al richiamo di volta in volta a requisiti tecnici specifici dell’opera, hanno accresciuto lo sforzo da parte dei produttori per adeguarsi a nuove e più raffinate richieste del mercato, e favorendo di conseguenza un miglioramento delle qualità complessive dell’intera filiera produttiva cava.
Oggi si richiedono quindi maggiori e più consistenti sforzi economici di investimento, mirati non solo al potenziale produttivo, ma all’ottimizzazione qualitativa del prodotto, anche a correzione di potenziali gap qualitativi iniziali tipici di una materia prima di base naturalmente variabile. Ma anche maggiori sforzi rispetto alle risorse umane impiegate nell’Assistenza Tecnica dei Clienti, nella verifica e sorveglianza della conformità dei Sistemi di Controllo di Produzione di Fabbrica, e nella verifica e nell’autocontrollo del prodotto mediante test di laboratorio.
Un occasione di incontro tra il mondo dei produttori di beni e servizi per l’estrazione e gli imprenditori di cava.
Stand espositivi, workshop e tavoli di discussione: la kermesse organizzata da ANEPLA è diventata negli anni una vetrina sempre più rilevante ed un appuntamento imperdibile per il settore estrattivo.
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