Anni di attività
Molti sono gli sforzi che il settore sta facendo nel campo della ricerca e sviluppo per adeguare la propria produzione alle richieste sempre più esigenti, sotto il profilo delle specifiche tecniche e della qualità finale del prodotto e del servizio.
In particolare la gamma dei prodotti negli ultimi anni è stata costantemente ampliata, specie nell’ambito delle forniture per grandi opere di ingegneria civile e infrastrutture ( TAV, Autostrade, etc.), per garantire caratteristiche finali migliori dell’opera e una maggiore durata del manufatto. Si citano ad esempio i misti cementati, i super compattati e gli anticapillari, tutti prodotti creati per migliorare le caratteristiche di portanza e resistenza all’usura dei corpi dei rilevati stradali e ferroviari.
Molto interessanti anche gli esperimenti di utilizzo di materiali di recupero ed alternativi a quelli naturali (residui da C&D e scorie di fonderie, sul punto vedi poi più in dettaglio al capitolo “ambiente”).
Grande attenzione viene oggi posta anche sul miglioramento del così detto coefficiente di forma, grazie a macchinari di frantumazione di ultima generazione (in sostanza si tratta di assicurare la massima “poliedricità” del prodotto, ovvero la sua attitudine a garantire migliore prestazioni meccaniche).
Nell’impianto vero e proprio le novità di maggior rilievo riguardano l’adozione di vagli e reti in poliuretano anziché in acciaio (più costanza nella qualità del prodotto e minor rumore) ed il ricorso a macchinari per la correzione del coefficiente di forma, ovvero per assicurare la migliore poliedricità del prodotto e, correlativamente, la sua attitudine a garantire prestazioni meccaniche elevate. Di grande importanza si rivela oggi anche l’adozione di sistemi idraulici (convertitori di coppia) per l’avviamento di motori elettrici con potenza nominale al di sopra dei 50 kw che garantiscono un duplice beneficio: da un lato l’ottimizzazione della potenza installata ed i consumi, e dall’altro minore stress meccanico e minori oneri di manutenzione
Interessanti novità si riscontrano anche nel campo dell’automazione dell’impianto, dall’accesso degli automezzi fino alla fatturazione.
Ciò, oltre ad assicurare il così detto Controllo di Produzione di Fabbrica (obbligatorio ai sensi della normativa comunitaria sul marchio CE dei prodotti da costruzione) ha anche lo scopo di ottimizzare i consumi energetici e di acqua nelle fasi di movimentazione, vagliatura e frantumazione del materiale. L’automazione inoltre permette, grazie alla tempestiva individuazione dei guasti o dell’usura delle parti di consumo, di intervenire per tempo e velocemente, ottimizzando l’attività di manutenzione.
Da ultimo nel campo dei trasporti, dove particolare attenzione è riposta all’ottimizzazione dei consumi (e quindi delle emissioni) con l’utilizzo di carburanti di nuova generazione (bio diesel), di automezzi e mezzi d’opera di ultima generazione (euro 6), di pneumatici che, grazie a particolari mescole e scolpiture, assicurano rendimenti altamente efficienti
Anche i settori “a valle” del processo produttivo degli aggregati (ovvero le imprese produttrici di macchinari, impianti e prodotti funzionali allo svolgimento dell’attività estrattiva) stanno facendo grandi investimenti per l’adozione di tecnologie sempre più pulite, raccogliendo la sfida dello sviluppo sostenibile.
In conseguenza di ciò esse migliorano non solo i propri prodotti ma anche, indirettamente, le prestazioni economico / ambientali del settore estrattivo, che di quei prodotti e di quelle tecnologie si serve per la produzione di inerti.
Ci si riferisce ad esempio alla fase di lavorazione del trattamento delle acque di lavaggio ove fondamentale è l’apporto delle imprese più all’avanguardia che hanno reso disponibile una nuova generazione di prodotti flocculanti, più puri, ottenuti sostituendo la produzione di poliacrilammidi da monomero ottenuto per via chimico-catalitica con un nuovo processo di bio-catalisi.
Nella fase della vagliatura l’adozione di reti in poliuretano al posto di quelle in acciaio (specie ove si considerino i prodotti di miglior qualità verso i quali si sta orientando sempre più l’industria estrattiva, caratterizzati dalla assenza di ammine), ha permesso di apportare apprezzabili benefici ambientali ed economici, tra i quali spicca senz’altro il significativo abbattimento del rumore generato nell’operazione di vagliatura. Inoltre la durata decisamente più elevata rispetto alle tecnologie tradizionali implica una minore manutenzione, permettendo di ridurre i tempi di fermo impianto ei rischi di infortunio relativi, consentendo all’utente finale di essere meno esposto al rischio di infortunio derivante dall’esecuzione di operazioni manutentive in situazioni di non completa sicurezza (basti pensare alla riduzione dell’impatto acustico derivante dalla sostituzione delle lamiere in ferro con i pannelli in poliuretano)
La sezione Beni e Servizi di ANEPLA catalizza la collaborazione tra le imprese di cava e i fornitori del settore estrattivo, offrendo una piattaforma di scambio per sviluppare strategie condivise, condividere gli aggiornamenti e migliorare le pratiche di cava.
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