Anni di attività
L’Italia sconta purtroppo, sul piano dei trasporti, l’assenza di una vera e propria rete di fiumi e canali navigabili ed appartiene ormai al ricordo l’uso dei canali e navigli per far affluire fin dentro la città le merci pesanti su barconi e chiatte. I limiti tecnici posti dalle attuali condizioni delle poche vie d’acqua del nostro Paese fanno sì che ben scarso sia il contributo che esse possono offrire al mondo del trasporto, con la sola pregevole eccezione per quanto riguarda il settore degli aggregati di circa 1 milione di tonnellate / annuo movimentate sul fiume Po (stime AIPO).
Per quanto riguarda invece l’infrastruttura ferroviaria essa è penalizzata dal perenne stato di sovra-utilizzo e dall’assenza di adeguate stazioni di interscambio. Il trasporto di aggregati per conseguenza avviene quasi esclusivamente “su gomma” e incide pertanto molto sulla possibilità degli aggregati di giungere a prezzi competitivi su mercati relativamente distanti dal punto di produzione.
Il mercato degli aggregati è quindi un mercato fortemente locale e questo si riflette quindi anche nelle scelte di pianificazione del Decisore Pubblico che devono assicurare una corretta distribuzione sul territorio delle fonti di approvvigionamento di inerti. Questo limite geografico del mercato degli aggregati è destinato a persistere anche se il rinnovo delle infrastrutture viarie (come tangenziali, autostrade, ed ingenerale nuove strade ad alto scorrimento), genera una riduzione dei tempi di servizio del cliente.
Il trasporto viene solitamente effettuato in parte con la flotta di automezzi di proprietà e per la parte restante ricorrendo ad imprese di autotrasporto “conto terzi”, specie per fronteggiare imprevedibili picchi di domanda.
Molto interessante infine, allo scopo di una razionalizzazione delle fasi di trasporto all’interno della filiera delle costruzioni, è la collocazione degli impianti di produzione di conglomerati cementizi (centrali di betonaggio) e di conglomerati bituminosi nella stessa area di cava.
Questi impianti sono alimentati direttamente dai cumuli di stoccaggio in cava, riducendo a zero il problema del trasporto degli aggregati al luogo di trasformazione, con tutti i benefici economici ed ambientali e di sicurezza del caso.
A.N.E.P.L.A. è un’associazione senza scopo di lucro che rappresenta le imprese del settore delle cave e delle industrie estrattive. Si dedica alla tutela e alla promozione degli interessi del settore, facilitando la collaborazione tra i membri e l’armonizzazione delle pratiche produttive con la tutela ambientale.
Anni di attività
Inerte necessario per 1 ㎥ di calcestruzzo
Consumo annuo pro capite
Inerte necessario per 1 km di autostrada
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